Roberto Gambino ha diramato la seguente dichiarazione:
La situazione venutasi a creare a causa dell’eruzione dell’Etna, mi porta ad una riflessione che potrà costituire un possibile obiettivo di sviluppo per l’intera Sicilia.
Fermo restando che l’Etna è lì da millenni, non si capisce perché ci si ostina a potenziare uno scalo come quello catanese che, a causa delle numerose attività parossistiche, resta chiuso per lunghi periodi.
Certamente la Sac ed i suoi amministratori stanno dando prova della loro enorme inefficienza e non a caso sono tutti di nomina politica.
Bene ha fatto il Movimento 5 Stelle a proporre soluzioni nell’immediato, che mai sarebbero venuti in mente agli attuali amministratori, strenuamente difesi da Nino Minardo coordinatore regionale di Forza Italia che rivendica la nomina dei vertici della società.
Ma a parte l’emergenza occorre guardare lontano, molto lontano e pensare all’isola come la piattaforma logistica del mediterraneo.
Mi riferisco al progetto “Arge”, messo su dall”architetto Pier Paolo Maggiora, il progettista della città cinese del tremila.
Il progetto prevede una serie di azioni: ponte sullo stretto, alta capacità ferroviaria, potenziamento dell’hub portuale di Augusta che insieme a Gioia Tauro e Termini Imerese potrebbe essere in grado di intercettare il traffico di container proveniente da Suez e un aeroporto intercontinentale al centro della Sicilia tra le province di Caltanissetta, Agrigento ed Enna, in corrispondenza del nodo ferroviario centrale della ferrovia ad alta capacità Palermo Catania e del nodo autostradale centrale della Palermo Catania.
L’hub aeroportuale centrale è in grado di collegarsi a Palermo e a Catania in soli 45 minuti di treno (ferrovia ad alta capacità in corso di realizzazione) e costituirebbe il nuovo polo di sviluppo della intera Sicilia centro meridionale anche in relazione ai fattori di sviluppo in corso di realizzazione ed al supporto dei beni culturali esistenti nella Sicilia centrale.
A prima vista sembrerebbe una follia per la quale sono necessari investimenti ingenti ma se ciascuno di noi fa la propria parte, a partire dalla Regione Siciliana che potrebbe investire i parecchi miliardi di euro dei residui attivi e farsi quindi capofila dell’iniziativa, sicuramente investitori stranieri e nazioni come Cina o India troverebbero interessante investire su questo progetto.
Dobbiamo tutti quanti, al di la delle appartenenze politiche, avere il coraggio di credere nelle potenzialità della nostra terra e fare partire un progetto che dall’alta capacità ferroviaria e perché no dal ponte sullo stretto, comincia a diventare realtà.
Bisogna solo credere in se stessi ed immaginare un grande futuro siciliano basato sulle potenzialità, mai valorizzate della nostra terra, non perdiamoci a cercare luoghi per realizzare un nuovo city airport, non serve alla Sicilia e non serve ai siciliani, mentre un progetto di grande visione come “Arge” serve all’intera nazione, mettendo davvero la Sicilia al centro del mediterraneo, lo possiamo fare perché siamo una regione a statuto speciale, lo dobbiamo fare tutti quanti insieme.

