Villarosa e il Borgo Genius Loci De.Co. il 26 giugno

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Intervista a Nino Sutera, Coordinatore della Rete Nazionale dei Borghi Genius Loci DeCo

Nino Sutera è tra i principali promotori in Italia della valorizzazione delle identità territoriali. Ideologo del modello dei Borghi Genius Loci De.Co., ha sviluppato un approccio culturale e operativo che mette al centro il patrimonio immateriale dei territori: tradizioni, saperi, memoria e relazioni. Il suo lavoro si colloca all’incrocio tra sviluppo locale, antropologia culturale ed economia civile, con l’obiettivo di restituire ai borghi un ruolo attivo e consapevole nel contesto contemporaneo.

Un borgo che diventa laboratorio di futuro

Dott. Sutera, il prossimo 26 giugno Villarosa ospiterà l’Audizione Pubblica per il Borgo GeniusLoci De.Co. Che significato ha questo appuntamento?

L’Audizione Pubblica non è un evento formale, ma un passaggio fondativo. È il momento in cui una comunità prende parola su sé stessa. A Villarosa si compie un atto culturale e politico insieme: si riconosce che l’identità non è folklore, ma una risorsa strategica. Questo appuntamento rappresenta un processo di ascolto e condivisione, aperto a cittadini, istituzioni e portatori di sapere locale  

Perché proprio Villarosa? Cosa rende questo borgo emblematico?

Intanto Villarosa, deve per forza di cose avere amministratori lungimiranti, non conosco personalmente ne il Sindaco, ne l’Assessore  Taravella che mi ha contattato.   Si sono fidati a distanza, si è vero gli ho fornito gli strumenti, ma hanno compreso che rappresenta  un occasione e un’opportunità. Villarosa è un caso emblematico perché dimostra che anche un piccolo centro può diventare un laboratorio avanzato di sviluppo territoriale. Qui c’è una comunità viva, consapevole, che ha già saputo valorizzare elementi identitari forti, come il Pane di San Giuseppe, riconosciuto come patrimonio culturale locale  Non si parte da zero: si parte da una memoria viva che diventa progetto. Sono contento di vivere assieme a loro questo momento di condivisione collettiva, con la partecipazione di tanti portatori di interessi

Quindi parliamo anche di sviluppo economico, non solo culturale?

Assolutamente sì. L’identità territoriale non è nostalgia, è economia.

La De.Co. e il modello GeniusLoci costruiscono filiere corte, rafforzano il senso di appartenenza e generano nuove opportunità. È un modello che lega cultura, agricoltura, turismo e comunità.

Il punto è semplice: o i territori diventano consapevoli di ciò che sono, oppure diventano intercambiabili. Se pur va detto che non tutti i comuni hanno voglia di recuperare la propria identità.

Qual è il valore dell’Audizione Pubblica nel percorso complessivo?

È un passaggio decisivo. Nel modello GeniusLoci De.Co., l’audizione è uno spazio democratico dove la comunità costruisce la propria narrazione e contribuisce alla governance identitaria.

Non si cala un progetto dall’alto: si costruisce insieme. È questo che rende il modello replicabile e credibile . Per questo ogni Audizione è diversa dall’altra.

Villarosa può diventare un modello per altri territori?

Non solo può: deve.

L’esperienza di Villarosa ha un valore nazionale perché dimostra che esiste una via alternativa allo sviluppo standardizzato. Un modello che parte dal basso, dalla comunità, e che può essere replicato in tanti borghi italiani  

Se funziona qui, può funzionare ovunque ci sia identità e volontà.

Intanto il Pane di San Giuseppe è stato iscritto nell’Atlante del cibo locale, di che cosa si tratta?

 Il progetto OnFood Atlas,   si pone l’obiettivo di creare un modello replicabile di Atlanti del Cibo locali, con l’intenzione di analizzare, mappare e analizzare il sistema alimentare. Si rendono così visibili i modi in cui il cibo viene prodotto, distribuito e consumato nei territori. Nel concreto, l’Atlante è uno strumento di raccolta ed analisi dei dati che vengono aggregati attorno a offerta alimentare; industria di trasformazione; agricoltura urbana; povertà alimentare; acquisti pubblici sani, ecologici e solidali; cibo e salute; economia circolare; formazione e ricerca; turismo ed enogastronomia; consumi alimentari. In questo progetto, tramite FirstLife, si vuole realizzare una mappatura partecipativa dei vari Food System analizzati dagli Atlanti Locali. Questo permetterà di coinvolgere, in prima persona, chi si occupa di cibo nei vari territori, realizzando un modello di crowdmapping che associ il social networking e il Volunteered geographic information. Un modo per rendere visibile, sotto una lente anche narrativa, le attrici e gli attori del sistema alimentare, garantendo la possibilità di interagire interattivamente con diversi stakeholders.

Il percorso Borghi GeniusLoci DeCo è un percorso culturale, c’è lo può illustrare in sintesi?

Il format Borghi GeniusLoci DeCo è un cammino.

Non un progetto da compilare, ma un percorso culturale che accompagna i Comuni a ritrovare la propria voce, a riconoscere ciò che li rende unici, a trasformare la memoria in futuro. È un viaggio in 12 step, ognuno dei quali apre una porta: sulla storia, sulla comunità, sui saperi, sui gesti, sulle produzioni, sulle narrazioni che abitano il borgo.

È un metodo che non cala dall’alto: ascolta, osserva, ricuce.

Parte dalla ricerca preliminare, attraversa il coinvolgimento della comunità, arriva alla definizione dell’identità distintiva e alla sua formalizzazione attraverso la De.Co. Ogni passaggio è un atto di riconoscimento: il Comune si guarda allo specchio e scopre che il suo valore non è un’etichetta, ma un ecosistema culturale fatto di persone, luoghi, riti, paesaggi, prodotti, memorie.

I 12 step non sono una procedura burocratica: sono una drammaturgia del territorio.

Danno ordine a ciò che spesso esiste in forma dispersa: storie non raccontate, tradizioni non nominate, saperi custoditi in silenzio. Li raccolgono, li interpretano, li restituiscono alla comunità come patrimonio condiviso.

Il format è questo:

un metodo che diventa racconto, un racconto che diventa visione, una visione che diventa politica culturale.

Un messaggio finale ai cittadini e agli amministratori che parteciperanno il 26 giugno?

Non delegate l’identità.

Partecipare all’Audizione Pubblica significa assumersi una responsabilità: essere custodi attivi del proprio territorio.

Il futuro dei borghi non si decide altrove. Si decide lì, dentro le comunità.

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