Rossella Giannone ha lasciato questo mondo a 72 anni, nel giorno del suo compleanno, dopo avere affrontato malattia e sofferenza con il coraggio che ha caratterizzato tutta la sua vita, le sue scelte personali e professionali, sempre decise in autonomia, senza conformismi né condizionamenti di convenienza.
Ho avuto la fortuna di conoscerla sui banchi del Liceo, il nostro “Ruggero Settimo”, e di condividerne anni intensi di formazione culturale e civile e l’esperienza del volontariato nella parrocchia cattedrale guidata da Padre Salvaggio, con il doposcuola ai bambini del centro storico più abbandonato, una “full immersion” nella realtà più dura del nostro contesto, molto importante per lei, che impersonava il glamour del jet-set cittadino e che ha voluto spendersi in quella esperienza con grande generosità.
Studi giuridici e tesi di laurea su uno dei fenomeni più innovativi della legislazione regionale: la normativa sui comitati di quartiere di cui mi fece dono, prezioso nella mia prima esperienza di consigliere comunale, alla fine degli anni ’70.
Prima avvocata ad aprire uno studio soltanto suo, tra le prime in Italia, senza l’eredità di una tradizione professionale familiare né l’appoggio di altri colleghi maschi, in un ambiente professionale ancora oggi connotato da un resistente maschilismo. Libera nelle scelte professionali, penalista giovanissima al maxi-processo di Palermo, e poi dall’altra parte della barricata difendendo i boss accusati delle stragi in cui morirono Falcone e Borsellino, e poi ancora parte civile nel processo contro il “Sistema Montante”.
La libertà di pensiero e di giudizio è stata la sua cifra distintiva, il suo non essere incasellabile in schemi predeterminati, la sua competenza professionale raffinata e complessa, l’hanno resa una personalità rilevante nell’avvocatura nissena, così come la sua dedizione assoluta alla professione, che l’ha identificata in maniera sostanziale nel contesto della società civile.
E’ stata una delle fondatrici del Soroptimist a Caltanissetta, il Club service dedicato alle donne impegnate nelle professioni, testimoniando la sua libertà di donna, nella vita e nel lavoro, anche in una visione più collettiva, più solidale, senza declamazioni ma praticata quotidianamente, con determinazione indomita.
Non è facile, ancora oggi, per una donna nella nostra realtà affermarsi nella società civile contando solo sulle proprie risorse e competenze, resistendo alle invidie, agli opportunismi, alle catene di interessi organizzati che determinano assetti, equilibri e poteri. Rossella Giannone ha dimostrato che si può fare, anche pagando a caro prezzo la propria autonomia, costruendo la propria reputazione sulla competenza e sull’autenticità, senza ipocrisie né cordate di potere. Senza schierarsi in base alle “tendenze” del momento, ma seguendo esclusivamente il proprio pensiero.
Al figlio Michele, amatissimo, e alla famiglia l’abbraccio solidale della redazione del caffèquotidiano.online

