Apparteneva a una generazione che ha saputo pensare e sognare un mondo migliore, e ha impegnato le sue migliori energie per cercare di costruirlo. Una generazione orfana di quel sogno e anche di quella speranza, da quando la politica, in cui aveva creduto, ha smesso di interpretarlo e anche di raccontarlo.
L’avvocato Giuseppe Marino, Peppe per tutti, a Caltanissetta, ha lasciato questo mondo con discrezione, con lo stile con cui ha vissuto, nella sua città che ha amato con passione, tanto da intitolare “CL” il suo primo giornale, uscito negli anni della contestazione con Bambi, Silvio e Daniele Santagati, Michele Micalizzi, Liliana Tropea, Michele Geraci ed altri giovani impegnati nel sociale.
Ha vissuto con la giustizia nel cuore, ha scelto la professione della giustizia, avvocato, guardando ai più deboli, specializzandosi in diritto del lavoro e portando a termine con successo alcune cause importanti, come quella a favore degli operai della miniera Pasquasia licenziati ingiustamente dalla nuova proprietà, che ha portato al risarcimento ottenedo una sentenza che ha fatto giurisprudenza. Per l’ultima classe operaia di miniera che era rimasta attiva nella Sicilia centrale.
Stimatissimo nell’ambiente forense, quanto lontano da qualsiasi cordata, è stato Consigliere dell’Ordine degli avvocati di Caltanissetta e delegato AGI, l’Associazione Giuslavoristi Italiani.
Tra i fondatori della Fondazione Costa, dopo l’assassinio mafioso del Procuratore Gaetano Costa, era tra coloro che non si accontentavano delle versioni ufficiali, che sapeva nominare i poteri forti che pilotavano la vita pubblica in Sicilia, che andava a fondo nelle analisi, con passione e intelligenza, ma sempre senza retorica.
Proverbiale la sua ironia, travolgente negli anni giovanili e poi sempre più disincantata, ma lucida, mai scontata. Era esigente nei confronti della politica, che avrebbe voluto alta, etica, incorruttibile, visionaria, come sempre lo era stata per lui, che aveva portato anche nella sua professione la tensione morale e il disinteresse assoluto con uno stile di altri tempi.
Peppe Marino è stato un “compagno” nel senso più alto del termine, “spirito libero e cittadino del mondo”, come amava definirsi. fuori dagli schemi e dalle convenienze interessate, testimone fino alla fine di quella “Sinistra dell’anima” che ancora vive nel cuore e nella mente di tanti di noi, e non si vuole rassegnare ad ammainare la bandiera della giustizia per tutti e della democrazia incontentabile in una società che dia “a ciascuno secondo i suoi bisogni” secondo l’antica lezione.
L’ultimo saluto a Giuseppe Marino presso la Sala del Commiato in via Elena 5 dalle 16 alle 19. I funerali saranno celebrati a San Pietro martedì 9 giugno alle 16.
Alla moglie Liliana e alle figlie Paola e Daniela l’abbraccio affettuoso e solidale del CaffèQuotidiano.online

Da sx in alto: Mauro Milan, Silvio Santagati, Peppe Marino, Michele Micalizzi e Luigi Airò;2a fila: Giovanna D’ippolito, Liliana Tropea;3a fila: Luigi e Daniele Santagati.


