“Giustizia riparativa, tra Diritto, Responsabilità e Comunità” giovedì 18 giugno Convegno a Caltanissetta

redazione
redazione 74 Views
3 Min Leggere

Un’intera giornata dedicata al tema della Giustizia Riparativa: giovedì 18 al Cantro Culturale “Michele Abbate” a Caltanissetta, con un Convegno articolato in due sessioni, promosso dall’Ufficio Distrettuale Esecuzione Penale Esterna (UEPE) diretto dal dott. Salvo Emanuele Leotta, con l’Associazione Spondè e il patrocinio del Comune di Caltanissetta.

La sessione mattutina con inizio alle 9,30 sarà dedicata a “Profili normativi e applicativi.

Dopo i saluti istituzionali delle autorità, interverranno il prof. Adolfo Cerretti (Università di Milano – Bicocca), la prof. Agata Ciavola (UniKore Enna), la prof. Claudia Mazzuccato (Università Cattolica e componente della Conferenza Nazionale Giustizia Riparativa), la dott. Maria Pia Giuffrida (Associazione Spondè) e il dott. Salvo Emanuele Leotta (Direttore UEPE). Moderatore il giornalista Gandolfo Maria Pepe.

Nella sessione pomeridiana, alle 14, la testimonianza della Signora Franca Evangelista (vedova di Gaetano Giordano vittima della mafia), Seguirà una tavola rotonda sul tema “Un esempio di coprogettazione e collaborazione tra le istituzioni“, a cui parteciperanno il dott. Giuseppe Intilla (dirigente Politiche sociali del Comune di Caltanissetta), la dott. Viviana Savarino (Direttrice IPM di Caltanissetta), il dott. Vincenzo Indorato (Referente per la Giustizia Riparativa e la dott. Giulia Gelsomino (Direttrice Casa Circondariale di Caltanissetta). Modera la dott. Rita Puglisi.

La giustizia riparativa rappresenta un approccio innovativo di risposta al reato, complementare alla giustizia penale tradizionale, orientata a promuovere il riconoscimento della vittima, la responsabilizzazione della persona indicata come autore dell’offesa e la ricostruzione dei legami sociali lacerati dal reato.

Introdotta nell’ottobre 2022, la giustizia riparativa si colloca nel solco dei principi affermati dalle fonti internazionali ed europee, che valorizzano la centralità della persona e la necessità di affiancare al momento dell’accertamento della responsabilità penale uno spazio di ascolto, dialogo e riparazione.

Essa non si sostituisce al processo penale né ne altera le garanzie, ma offre alle parti coinvolte dal reato un percorso parallelo, autonomo e volontario, fondato sul consenso, sulla partecipazione attiva e sull’intervento di un mediatore terzo, imparziale.

Rappresenta una frontiera decisiva rispetto all‘obiettivo del recupero di chi si rende responsabile di reati, anche gravi, e ha bisogno di una rete di sostegno nel territorio, al di là del perimetro delle attività puramente giudiziarie. 

Condividi Questo Articolo