da CGIL provinciale Caltanissetta riceviamo e pubblichiamo:
Mentre la politica regionale si nasconde dietro una propaganda di crescita del PIL, lo studio sui dati Istat elaborato dalla CGIL Sicilia descrive per la provincia di Caltanissetta una realtà di totale emergenza sociale.
Caltanissetta non è solo dentro la media negativa della regione, ma si posiziona come la seconda provincia in assoluto per desertificazione giovanile in termini percentuali.
Abbiamo perso il 12,68% della popolazione tra i 18 e i 35 anni. Significa che 7.194 ragazzi e ragazze hanno cancellato la loro residenza in provincia in soli sette anni( 2019/2026)
A questo si aggiunge che se nel resto della Sicilia, l’arrivo e la residenza di giovani stranieri mitiga (almeno dal punto di vista meramente statistico) il calo dei giovani siciliani a Caltanissetta succede il contrario: perdiamo il 18,99% dei giovani stranieri residenti (-623 unità).
La provincia di Caltanissetta non è più attrattiva per nessuno. Non trattiene chi ci nasce e respinge chi la sceglieva come terra d’approdo.
I giovani tra i 26 e i 30 anni (la fascia che registra il picco di perdite con oltre il -15% a livello regionale) sono quelli che cercano di entrare stabilmente nel mercato del lavoro. Nella nostra provincia si scontrano con:
Contratti Pirata e Precarietà: una persona su due nel nostro territorio lavora a tempo determinato o con contratti non firmati dai sindacati maggiormente rappresentativi ; Dumping contrattuale negli Appalti: nei servizi in appalto della nostra provincia (pulizie, mense, manutenzioni, servizi socio-sanitari e assistenziali) assistiamo a continui cambi d’appalto al massimo ribasso. I salari vengono tagliati, i contratti diventano part-time involontari da poche ore a settimana. Un giovane non può pianificare una vita a Caltanissetta, San Cataldo o Gela con 600 euro al mese ; Sanità allo sbando: la carenza di medici, la chiusura dei reparti negli ospedali e le liste d’attesa infinite azzerano il welfare familiare. I giovani se ne vanno anche perché capiscono che in questo territorio il diritto fondamentale alla salute non è più garantito; Assenza di politiche abitative e universitarie: mancano alloggi per gli studenti, borse di studio garantite e investimenti nell’innovazione e nelle nuove competenze digitali o di transizione energetica.
Il crollo del -18,99% dei residenti stranieri under 35 , inoltre, è il sintomo più chiaro della crisi del nostro apparato
L’ economia nissena (specie nell’interno) sconta il tracollo dell’agricoltura tradizionale e la mancanza di investimenti industriali sani.
Il Caporalato e Sfruttamento fanno il resto.
Dove il lavoro c’è, spesso è sommerso, grigio o sottopagato. Il lavoratore straniero privo di tutele, davanti allo sfruttamento e alla mancanza di servizi di integrazione (alloggi dignitosi, trasporti), preferisce spostarsi verso le regioni del Nord o l’Europa del Nord.
Non possiamo però limitarci alla denuncia. Davanti a questa fotografia di desertificazione della provincia di Caltanissetta, la nostra posizione è netta: lo spopolamento non è un destino inevitabile, ma il risultato di scelte politiche ed economiche sbagliate.
Per dare un futuro ai giovani e trattenere le energie che arrivano da fuori, servono cambiamenti strutturali che mettano al centro le persone e la dignità del lavoro.
Mettere al centro le persone, i diritti e il lavoro stabile e sicuro è il nostro primo, concreto passo per riprenderci il futuro della provincia di Caltanissetta
La Segretaria generale Cgil
Rosanna Moncada
