Firmato in Prefettura un Protocollo contro sfruttamento e lavoro nero dei migranti. E’ il primo in Sicilia. Il video con le interviste

Chiara Milazzo
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Sono 26 i soggetti tra istituzioni (statali e regionali), cooperative d’ambito ed enti del Terzo settore, coinvolti nella firma del “Protocollo operativo per la prevenzione e il contrasto dello sfruttamento lavorativo dei migranti e la tutela delle vittime sul territorio della provincia”, sottoscritto stamani nella sede della Prefettura di Caltanissetta.

Ad intervenire oltre al prefetto di Caltanissetta Licia Donatella Messina, anche il Capo Missione per l’Italia, Malta e la Santa Sede dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni Salvatore Sortino, il Procuratore aggiunto di Caltanissetta Santi Roberto Condorelli, il Procuratore capo di Gela Salvatore Vella, la dirigente generale del Dipartimento Regionale Politiche sociali Maria Letizia Di Liberti e i vertici delle Forze dell’Ordine: il questore Marco Giambra, il Comandante provinciale dei Carabinieri Alessandro Mucci e il Comandante provinciale della Guardia di finanza Piergiorgio Vanni.

Il contrasto allo sfruttamento lavorativo e al fenomeno del caporalato costituisce una priorità, ma è un impegno che richiede un approccio sinergico e integrato tra le diverse componenti istituzionali e sociali. Il territorio della provincia di Caltanissetta è interessato dalla presenza di lavoratori migranti impiegati in particolare nel settore agricolo e negli ambiti connessi a forte rischio di coinvolgimento in fenomeni di caporalato e/o sfruttamento lavorativo ed è, tra l’altro, sede di strutture per richiedenti protezione internazionale che versano in condizione di vulnerabilità, a causa della mancanza di legami familiari sul territorio, della scarsa conoscenza della lingua e dei diritti nell’ambito dei rapporti di lavoro, della necessità di sostenere economicamente le loro famiglie nel paese di origine, spesso indebitate/minacciate da usurai e organizzazioni di trafficanti.

Tra gli obiettivi fondamentali del patto, anche sulla base di principi e previsioni contenute nei principali strumenti legislativi e regolamentari in materia: favorire l’emersione del reato e potenziare le attività di indagine, anche mediante l’adozione di iniziative volte a facilitare la raccolta delle denunce e a favorire il superamento, da parte della vittima, di obiettive difficoltà e di reticenze per scoraggiare l’interlocuzione con l’Autorità, e al fine di “accorciare” la distanza fra la vittima del reato e le Istituzioni, garantendo la loro tutela e il recupero delle spettanze e/o differenze retributive e contributive; garantire assistenza alle vittime nel percorso teso all’ottenimento del permesso di soggiorno, nei casi previsti, agevolando l’accesso alla giustizia e sostenere i migranti nell’uscita da situazioni di sfruttamento lavorativo, favorendo la loro integrazione, assicurando un’adeguata informativa e protezione alle vittime nonché l’attivazione di percorsi di inclusione sociale che riducano la vulnerabilità socio-economica; promuovere l’aggiornamento costante e l’informazione/formazione reciproca tra tutti i soggetti sottoscrittori, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze.

Sarà la Cabina di regia, convocata dal prefetto a cadenza semestrale, tra le altre mansioni, a monitorare l’attuazione, condurre azioni di ricerca, studio e elaborazione di report periodici sulle attività promosse, promuovere percorsi di formazione e aggiornamento condiviso per gli operatori/operatrici degli enti e campagne di sensibilizzazione coinvolti e finalizzare i fondi e le risorse previste dalla programmazione nazionale e regionale. Il Protocollo è valido per la durata di tre anni dalla sottoscrizione e non comporta oneri finanziari.

Di seguito i soggetti firmatari:

Prefettura-U.T.G. di Caltanissetta, Regione Siciliana, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Caltanissetta, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Gela, Questura di Caltanissetta, Comando provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Caltanissetta, Comando provinciale della Guardia di Finanza di Caltanissetta, Commissione Territoriale per la protezione internazionale di Siracusa, Sezione della Commissione Territoriale per la protezione internazionale di Agrigento, Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (O.I.M.), Azienda Sanitaria Provinciale di Caltanissetta-ASP 2, INPS – Direzione provinciale di Caltanissetta, INAIL – Direzione provinciale di Caltanissetta, Camera di Commercio per l’Industria, l’Artigianato e l’Agricoltura di Caltanissetta, Ispettorato territoriale del lavoro di Caltanissetta, Centro per l’Impiego di Caltanissetta, Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL) di Caltanissetta, Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (CISL) di Caltanissetta, Unione Italiana del Lavoro (UIL) di Caltanissetta Coldiretti di Caltanissetta, Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) di Caltanissetta, Ente Antitratta Soc. Coop. “Proxima”, Diocesi di Caltanissetta – Uffici Migrantes, Caritas, Pastorale Sociale e del Lavoro, Associazione “Caritas ETS” di Caltanissetta, Associazione “I Girasoli”, Mo.V.I. (Movimento di Volontariato Italiano) – “CASA DELLE CULTURE – Letizia Colajanni”

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