Il Papa riceve Bob Dylan in Vaticano, lo aveva citato in un suo libro

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Il noto cantautore e poeta statunitense, Nobel per la letteratura, in tour in Italia con tappa anche a Roma, è stato ricevuto oggi pomeriggio nel Palazzo Apostolico da Leone XIV. Il Pontefice ne aveva citato i versi nella prefazione di un libro sul disarmo

Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano

Lo aveva citato nel luglio 2026, quando – firmando la prefazione di un libro LEV dal titolo Disarmata e disarmante. La pace è un dono – utilizzava le parole di una sua composizione poetica (rivolta figurativamente alla bomba atomica) per lanciare un severo monito contro il riarmo globale e l’incubo del nucleare: “Ti odio perché ti ha fatto l’uomo e l’uomo ti possiede e l’uomo ti maneggia”. Oggi Papa Leone XIV ha incontrato di persona nel Palazzo Apostolico vaticano Robert Allen Zimmerman, in arte Bob Dylan.

Il noto cantautore e poeta statunitense, 85 anni, già Premio Nobel per la Letteratura, è a Roma dove domani, giovedì 5 novembre, si esibirà al Palazzo dello Sport per il passaggio autunnale del Rough and Rowdy Ways Tour, la serie di concerti con tappe pure a Milano e Bologna noti anche per il divieto di riprese con gli smartphone.

Un’udienza breve, con saluti e scambi di battute seduti al tavolo, tra Leone e Dylan, che indossava una felpa nera col cappuccio. Il Papa gli ha fatto dono di un Rosario, il cantante ha ricambiato con un libro, Chronicles – Volume 1, la sua autobiografia pubblicata negli Usa e in altri Paesi del mondo.

La citazione nel libro

I versi che il Papa citava nel libro LEV, a cura del giornalista Alessandro Banfi, appartengono a Go Away You Bomb (Vai via, bomba), un testo di protesta che l’autore scrisse nel 1963 nel pieno delle tensioni della Guerra Fredda. Un’opera particolare visto che il brano non è mai stato inciso o pubblicato ufficialmente negli album musicali e il manoscritto originale è rimasto inedito fino al ritrovamento nel 2013.

L’esibizione davanti a Giovanni Paolo II

Non è la prima volta che il “Menestrello” del rock, così come è soprannominato dall’inizio della carriera negli anni ’60, incontra un Pontefice. Nel 1997 Dylan fu invitato ad esibirsi insieme ad altri artisti al XXIII Congresso Eucaristico Nazionale a Bologna, davanti al Papa – allora Giovanni Paolo II – e ad una folla di circa 300 mila giovani. Nella memoria collettiva rimane l’immagine del cantante che, dopo aver suonato tre dei suoi grandi classici, tra cui Knockin’ on Heaven’s Door, si tolse il cappello da cowboy, salì i gradini del palco papale e scambiò una stretta di mano e qualche parola ravvicinata con Wojtyla. Il quale nel suo discorso ai giovani citò esplicitamente il testo di Blowin’ in the Wind: “Tu mi chiedi: quante strade deve percorrere un uomo prima di poterlo chiamare uomo?”. Domanda a cui il Papa polacco rispose: “Una sola. C’è solo una strada per l’uomo, ed è quella di Gesù Cristo”.

fonte: vaticannews.va 4 novembre 2026

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