Una Mostra a Torino dedicata a Guido Chiarelli, nisseno, pioniere dell’illuminazione pubblica

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Con la mostra di “Luci di Torino nella storia e nell’arte”, realizzata dalle Associazioni Arte Città Amica, Immagine & Poesia, in collaborazione con IREN  prosegue un percorso iniziato nel 2022 che vede protagonista Guido Chiarelli (Caltanissetta 1902 – Torino 1982), un pioniere della pubblica illuminazione.

Torino è una città che ha saputo trasformare la luce in parte integrante del proprio paesaggio. La luce delle strade e delle piazze, quella che accoglie il cittadino al calare della sera, quella che mette in risalto i suoi monumenti e le sue architetture, appartiene ormai alla memoria collettiva e all’identità stessa della città.

Questa mostra assume un significato particolare perché è dedicata a Guido Chiarelli, che insieme a Guido Peri, ha segnato la storia dell’illuminazione pubblica torinese.

Con Guido Chiarelli la luce si apre per la prima volta alla dimensione architettonica, scenografica e culturale, contribuendo a restituire a Torino, soprattutto negli anni delle celebrazioni di Italia ’61, un’immagine moderna e innovativa.

E’ stato proposto agli artisti un confronto con questa eredità. Attraverso opere, sensibilità e linguaggi differenti, ciascun artista è stato invitato a interpretare le luci di sera: luci concrete e quotidiane, ma anche luci fatte di memoria, emozione, storia e immaginazione.

L’arte ci permette infatti di osservare ciò che spesso attraversiamo senza più vedere. Una piazza, una facciata, un portico, una strada notturna possono assumere, attraverso lo sguardo dell’artista, un significato nuovo. La luce diventa così materia pittorica e fotografica, atmosfera, riflesso, contrasto, ma anche metafora del tempo e della memoria.

La mostra “Luci di Torino nella storia e nell’arte”  – aperta al pubblico il 6 novembre nel salone aulico di Villa Amoretti a Torino – si protrarrà fino al 21 novembre.

Un’ulteriore occasione di ricordare un nisseno che ha sempre mantenuto vivo il ricordo della sua città natale pur vivendo a molti chilometri di distanza e che ha saputo trasmettere in famiglia l’amore per Caltanissetta.

E ci fa piacere pensare che anche a lui sia dedicato il monumento ai Nisseni nel mondo inaugurato nel 2017 a Villa Amedeo.

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