dal Prof. Claudio Vassallo riceviamo e pubbliciamo:
Credo che tutti ricordiamo Polifemo, e Ulisse. con la sua infinita astuzia; astuzia che gli consentì di non divenire (insieme ai suoi compagni di viaggio) succulenta pietanza per il clicope.
Grande furbizia infatti dimostrò il re di Itaca, quando decise di presentarsi al ciclope dall’unico occhio, col nome di “Nessuno”.
Scelta, questa, che permise la fuga di Ulisse e dei suoi compagni, quando, dopo aver cavato l’unico occhio di Polifemo, gli altri ciclopi chiesero al loro simile chi fosse stato a renderlo cieco.
“Nessuno”, rispose senza esitazione il ciclope, facendo sì che, non essendo stato nessuno, non essendoci nessuno colpevole, gli altri ciclopi non intervennero.
Fin qua quello che Omero ci racconta nell’Odissea.
A me, però, la storia del gigante, figlio di Poseidone, fa pensare anche alle “leggi di mercato”.
Io, e penso anche gli altri, non ho mai conosciuto questo (fantomatico) “sig. Mercato”; non esiste nemmeno prova di quando questi ebbe a scrivere le sue famosissime leggi, che regolano il funzionamento del sistema economico. Giustappunto: le leggi di Mercato.
Il “sig. Mercato” è infatti un po’ come “Nessuno”; cosa questa che, quando il “padre di famiglia” si troverà a non poter garantire un futuro sereno e dignitoso ai propri cari, poiché licenziato, non saprà a chi rivolgersi e verso chi scaricare la sua rabbia e frustrazione, poiché questa responsabilità sarà solo ed esclusivamente del “sig. Mercato”, tanto simile al personaggio omerico: a “Nessuno”.
Invece le leggi che regolano il mercato, le scrivono gli uomini o, per essere più precisi, quel gruppo spesso ristretto che ha la responsabilità e il potere di governo: la classe dirigente.
Le leggi di mercato, pertanto non sono indiscutibili e tantomeno immodificabili. Le scrivono gli uomini e non “Nessuno”, e gli stessi, se lo ritengono giusto, possono modificarle.
In conclusione, è bene sottolineare come con piacere ricordiamo Ulisse, al punto di considerarlo, almeno da bambini, un eroe, perchè poneva la sua astuzia al servizio di un giusto scopo (la sua sopravvivenza e quella dei compagni). Ma altrettanto può sempre dirsi per il “sig. Mercato”?
Claudio Vassallo
