Alle comunali, hanno fatto candidare nelle liste contrapposte amici e parenti per dividere le famiglie e gli amici, creando disagio a tutti.
È questa la politica? Nell’antica Grecia, ad Atene, venivano chiamati i “migliori”, quelli competenti e responsabili, per governare la città in crisi! Il criterio era la competenza e non l’amichettismo o il clan familista!
Nulla di nuovo, sempre la stessa storia partitica e politica: dividi et impera (dividi e comanda, e regna). Da sempre è così, sin dai tempi di Filippo II di Macedonia! Anche gli imperatori romani comandavano il mondo pensando a “dividi et impera”. Ma poi sono crollati gli imperi di Roma e ci siamo ritrovati con un pugno di mosche nelle mani. La gloria non è di questo mondo. Diversi imperatori e dittatori hanno fatto una brutta fine, credendosi i padroni assoluti del mondo. Neanche a casa propria si è padroni! Il mondo va a rotoli quando ci sono i “padroni”.
E dove sarebbe la novità politica? Dove sono i programmi sensati? Dove sono gli uomini e le donne che amano il nostro paese? La politica dovrebbe essere un servizio civico alla comunità, un atto d’amore per il nostro paese e per il bene comune. E invece: dividi et impera! Grazie: non condivido tale visione separatoria e dissociata. È preferibile l’unità nella diversità!
La gente è rassegnata al peggio ed ha un atteggiamento fatalistico: “mondo è e mondo sarà”. Non capisco la rassegnazione. Amare il proprio paese significa rifiutare “dividi et impera”, dialogare e comprendere le ragioni dell’altro, essere inclusivi e non a parole. Il conflitto può fare male e richiede un grande consumo di energie. Sto sognando, so di sognare. Io sono terzo e non partecipo, pur avendo le mie idee di sinistra alle quali coerentemente non ha mai rinunciato, anche quando, sbagliando, ho sostenuto e votato il Movimento Cinque Stelle.
Bisogna essere liberi e ragionare con la propria testa, attivando e facendo funzionare il proprio pensiero critico. Spesso, la gente non pensa e desidera divertirsi senza pensare a nulla. Capisco ma non condivido. Astenersi dal votare è una testimonianza sterile. Bisogna andare a votare, anche sbagliando. La Costituzione italiana ci riconosce il diritto attivo di votare e di partecipare. Ho fede nella Costituzione, nulla è perfetto. Oltre!
Per esperienza, si sa che viene più facile distruggere e litigare che non costruire e pacificare. Sin dalla nascita, la distruttività è nel DNA degli esseri umani. Sembra prevalere in tutti gli uomini la pulsione di morte, come la chiamava Sigmund Freud, piuttosto che tirare fuori e fare emergere la pulsione erotica, la cultura per la vita, la espressione biofila, anche artistica, dei soggetti umani creativi e altruisti, solidali e portatori dei valori di pace e di amore.
Ma si può vivere, come se fosse un valore prezioso, una esistenza attiva e sana, rifiutando conflitti sociali e guerre? In parte si può. Non sempre. Ci vuole l’impegno quotidiano che ci proviene da lontano, lungo la strada tracciata dai grandi della Storia: Socrate, Gesù, San Francesco, Voltaire, Marx, Gandhi, Don Milani, Papa Giovanni XXIII, Paulo Freire, Marie Curie, Malala Yousafzai, Rosa Parks, Frida Kahlo, Madre Teresa di Calcutta, Rita Levi-Montalcini Mandela e tutti i pacifisti “illuminati” che abbiamo conosciuto con la nostra formazione individuale e collettiva.
Tonino Calà



