SUNIA CGIL: “Casa, lavoro e territori dimenticati da trent’anni. Il Piano Casa non risponde ai bisogni reali dei cittadini”

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Il SUNIA CGIL di Caltanissetta denuncia con forza l’inadeguatezza del cosiddetto “Piano Casa”, un provvedimento che non affronta la vera emergenza abitativa e continua a ignorare le condizioni delle aree interne e dei territori più fragili della Sicilia.

   “A Niscemi – dichiara Iside Licata, Segretaria provinciale SUNIA CGIL – dal 1997 una frana ha compromesso vaste aree urbane. Dopo quasi trent’anni manca ancora un piano definitivo di risanamento: decine di famiglie sono costrette a convivere con l’incertezza, con immobili inutilizzabili e con un territorio lasciato senza risposte concrete da parte delle istituzioni. Nel capoluogo, Caltanissetta, il mercato immobiliare continua a vivere una fase di forte stagnazione: molte abitazioni restano invendute o inutilizzate, mentre il costo degli affitti – soprattutto per studenti, giovani e fasce sociali più fragili – cresce senza alcun controllo, in una realtà segnata da salari bassi, precarietà e scarse opportunità occupazionali. Da Gela a Mussomeli il quadro non cambia: spopolamento crescente, centri storici svuotati, patrimonio pubblico abbandonato e un mercato privato sempre più inaccessibile per lavoratori, pensionati e giovani coppie”.

   A tutto questo si aggiunge una crisi occupazionale profonda. In provincia di Caltanissetta il lavoro è spesso precario, discontinuo e insufficiente a garantire una vita dignitosa. Per il SUNIA CGIL il diritto alla casa e il diritto al lavoro sono inseparabili: senza reddito stabile non può esistere una reale tutela del diritto all’abitare”.

   Preoccupa inoltre la scelta della Regione Siciliana sul contributo affitti, che rischia di penalizzare giovani coppie, anziani soli e nuclei familiari senza figli, introducendo criteri che finiscono per escludere proprio una parte crescente della popolazione oggi in difficoltà economica e sociale.

   “La Sicilia – dichiara Roberto Alosi, Segretario Generale SUNIA CGIL Sicilia – vive una condizione aggravata dal peso dell’insularità, che produce svantaggi economici e sociali evidenti anche sul tema della casa: filiera produttiva debole, costi energetici e di ristrutturazione più elevati, minori investimenti pubblici, servizi insufficienti e crescenti difficoltà per le famiglie. Nelle aree interne lo spopolamento continua ad avanzare e aumenta il numero degli immobili abbandonati, senza che esista una vera strategia pubblica di rigenerazione urbana e sociale. Serve un Piano Casa straordinario, fondato sul diritto all’abitare e sulla coesione territoriale, non una misura piegata esclusivamente alle logiche del mercato immobiliare e della rendita finanziaria”.

   Per queste ragioni il SUNIA CGIL chiede un piano straordinario per il recupero e la riqualificazione degli alloggi popolari inutilizzati; interventi urgenti di risanamento e messa in sicurezza nelle aree colpite da dissesto, a partire da Niscemi; misure concrete per calmierare gli affitti e sostenere il diritto all’abitare nelle città capoluogo; una quota vincolata del Piano Casa destinata alle province interne e ai territori a rischio spopolamento; il rifinanziamento universale del fondo affitti, senza criteri discriminatori; politiche strutturali per il lavoro stabile e il sostegno al reddito, come condizione essenziale per garantire il diritto alla casa.

   In assenza di risposte concrete, il SUNIA Caltanissetta annuncia l’avvio di una fase di mobilitazione nei comuni della provincia.

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