“Il sogno infranto di Caltanissetta città dei servizi”

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da Daniele Territo (PD) riceviamo e pubblichiamo:

Gli anni Ottanta videro Caltanissetta protagonista della vita politica e sociale. Una città viva, attraversata da fermenti culturali e politici, capace di immaginare il proprio futuro. Non a caso, qualche decennio prima, Leonardo Sciascia ne aveva evocato la vivacità culturale attraverso l’immagine della «Piccola Atene».

Era una stagione in cui una classe dirigente lungimirante provava a costruire una prospettiva per il territorio. L’ospedale, l’intuizione del Cefpas, il progetto dell’Università e l’elisoccorso si inserivano in una visione precisa: “Caltanissetta città dei servizi”. Un progetto che guardava oltre la stagione mineraria e cercava nuove opportunità di sviluppo.

Oggi, davanti alla notizia del finanziamento per la progettazione del policlinico universitario a Enna, non possiamo nasconderci dietro dichiarazioni di circostanza.

Il centrodestra nisseno ha fallito. Brutalmente.

Una classe politica che può contare su esponenti di primo piano nelle forze di governo, e che dispone di un patrimonio sanitario importante come il DEA di secondo livello, requisito necessario alla realizzazione del policlinico, avrebbe dovuto avere la forza e l’autorevolezza per difendere le ambizioni della propria provincia.

Non è accaduto.

Enna invece ha saputo fare squadra, perseguire i propri obiettivi e ottenere diversi risultati. Pur sedendo tra i banchi dell’opposizione al governo regionale è riuscita a diventare una cittadina giovane e vivace che ha l’ambizione di diventare “Citta dei servizi”.

Non possiamo rimproverare a Enna di essere stata determinata. Il problema non è Enna. Il problema è una classe dirigente nissena che non è riuscita a trasformare il proprio peso politico in opportunità per il territorio.

Ma sarebbe un errore fermarsi alla denuncia. Caltanissetta ha bisogno di una nuova strategia territoriale. Una visione capace di mettere in rete sanità, università, formazione, ricerca e servizi, di attrarre investimenti, creare lavoro e offrire ai giovani una ragione concreta per restare e investire.

Per questo ritengo necessario un momento di confronto politico generale sul futuro di Caltanissetta e della sua provincia, aperto alle forze politiche, alle istituzioni, alle realtà economiche e sociali e a tutte le energie del territorio.

Non l’ennesimo dibattito sulle occasioni perdute, ma l’avvio di un percorso serio: individuare priorità, definire obiettivi concreti e costruire una proposta di sviluppo sulla quale misurare l’impegno e la responsabilità della classe dirigente mettendo da parte gli interessi personali.

Le differenze politiche resteranno, ed è giusto che sia così. Ma ci sono questioni che riguardano il futuro di un’intera comunità e che non possono essere affrontate soltanto inseguendo le emergenze o le prossime scadenze elettorali. Il Policlinico universitario è uno di questi temi!

Serve una nuova ambizione collettiva. Serve un’alternativa politica capace di darle forma.

Il centrodestra deve assumersi la responsabilità delle proprie sconfitte. Chi aspira a governare diversamente deve dimostrare di saper costruire una prospettiva credibile, non limitarsi a denunciare gli errori degli altri.

Perché a pagare il prezzo più alto sono i cittadini: quelli che lavorano, pagano le tasse e continuano a credere di poter costruire il proprio avvenire in questa terra. 

Ma il futuro non è ancora del tutto scritto e il sogno di “Caltanissetta città dei servizi” non può restare il ricordo di una stagione passata. Deve tornare a essere un progetto per il futuro.

Perché Caltanissetta non ha bisogno di rassegnarsi al proprio declino. Ha bisogno di una politica che torni a credere nelle sue possibilità e sappia trasformare quella fiducia in risultati concreti.

Daniele Territo Presidente dell’Assemblea provinciale del Partito Democratico di Caltanissetta

          

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