Centocinquanta studenti del Liceo Artistico regionale “Rosario Assunto” hanno partecipato con grande interesse al Convegno dedicato a Piersanti Mattarella e Pio La Torre, preparati dai loro docenti a conoscere le pagine più drammatiche della storia contemporanea siciliana, producendo anche delle opere pittoriche straordinariamente efficaci per rappresentare le vicende dei due martiri della politica siciliana uccisi dalla mafia perchè avevano “fatto sul serio” nel contrasto alla criminalità organizzata.

Due ore intense, una lezione di storia e di educazione civica costruita insieme, in cui raccontare le storie parallele di due giovani siciliani, uno figlio di un ministro e uno figlio di contadini, che nel secondo dopoguerra decidono di impegnarsi per liberare la Sicilia dalle ingiustizie, dai privilegi e dalla morsa della mafia.
Dopo i saluti introduttivi, non formali ma intensi, della Dirigente Scolastica del Liceo Prof. Graziella Bonomo e del Presidente provinciale dell’AUSER Salvatore Pelonero, ne hanno parlato il sociologo Pasquale Petix, l’eurodeputato Giuseppe Lupo, il presidente del Centro Studi Pio La Torre Emilio Miceli, il presidente regionale dell’AUSER Giorgio Scirpa.
Il prof. Petix ha sottolineato come la coerenza degli atti politici di Mattarella, Presidente della Regione, e di La Torre, parlamentare e segretario regionale del PCI, ne abbia decretato la morte per mano mafiosa, e ha ricordato agli studenti come libertà e autentica democrazia siano valori da esercitare quotidianamente, da parte di tutti.
L’on. Lupo ha dimostrato come l’attività legislativa di Piersanti Mattarella sia stata in grado di rinnovare profondamente il ruolo delle istituzioni, cancellando vecchi meccanismi di privilegio, introducendo il principio della programmazione nei bilanci pubblici a contrastare il clientelismo, sfidando apertamente la mafia con la legge urbanistica che interveniva nel campo in cui la mafia stava ricavando i suoi profitti più consistenti, fino alla legge sullo sport, per garantire ai giovani siciliani il diritto all’attività sportiva. Oggi l‘Unione Europea ha approvato una direttiva sulla confisca dei beni ricavati da attività illecite che si ispira direttamente alla legge La Torre. Il respiro dell’attività dei due uomini di Stato ha avuto dunque un orizzonte ampio, che ha resistito nel tempo fino ad oggi con i principi che ha introdotto nella legislazione.

Emilio Miceli ha sviluppato questi ultimi aspetti, parlando di come la legge sul reato di associazione mafiosa, pensata e scritta da Pio La Torre, abbia reso possibile il maxi-processo contro la mafia, di come sia Mattarella che La Torre abbiano chiesto allo Stato centrale (senza successo) un impegno più forte per sconfiggere la mafia in Sicilia, e raccontando il grande movimento per la pace contro l’insediamento a Comiso dei missili a testata nucleare che La Torre riuscì a mobilitare, costruendo uno schieramento ampio, con le associazioni e il mondo cattolico, che riuscì a fermare quella scelta e a salvare la Sicilia da una presenza militare molto pericolosa.
Giorgio Scirpa ha ricostruito il percorso storico dei mutamenti della società siciliana dentro il quale si è sviluppato l’impegno di Mattarella e La Torre, in una Sicilia che non è stata per loro una periferia del mondo ma un luogo strategico per la pace e il riscatto dal privilegio e dalla criminalità, dalla strage di Portella della Ginestra alle stragi del 1992 in cui furono uccisi Falcone e Borsellino.
In conclusione dei lavori, una studentessa ha chiesto ai relatori quali sono oggi gli ostacoli che si presentano a chi voglia praticare una “politica onesta”, ricostruendo con poche parole il filo conduttore, tra passato e presente, della testimonianza di Mattarella e La Torre offerta alla storia oltre 40 anni fa. La risposta sta nel non dare mai per scontate le tre parole del titolo: legalità, pace e lotta contro la mafia, che non si affermano a parole ma vanno concretizzate distinguendo la legalità dall’autentica giustizia, chiamando in causa la responsabilità della coscienza di ciascuno, non girandosi mai dall’altra parte di fronte alle ingiustizie, sapendo pensare alle “cose impossibili” e impegnandosi per realizzarle.








