Riesi, al “Book Meet” le dinamiche del bullismo nel romanzo di Stefania Ferro

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L’Auditorium “Filippo Scroppo” del Centro Polivalente di Riesi ha fatto da cornice a un’intensa e partecipata serata culturale dedicata alla presentazione del romanzo “Fili invisibili del destino” (Scatole Parlanti), opera d’esordio della giovane autrice nissena Stefania Maria Pia Ferro, all’interno della rassegna “Book Meet” nata per promuovere gli scrittori e le storie del territorio.

L’evento si è aperto con i saluti istituzionali dell’assessore Giuseppe Baglio, il quale, nel ringraziare la cittadinanza presente, ha portato i saluti affettuosi del sindaco Salvatore Sardella, lasciando poi la parola a Giuseppe Calascibetta, presidente della sezione locale dell’ANPI e ideatore della rassegna.

Calascibetta si è congratulato calorosamente con l’autrice per lo straordinario coraggio dimostrato nel narrare le dolorose dinamiche del bullismo, abbattendo quel muro di censura sociale e omertà che troppo spesso costringe le vittime al silenzio; nel suo intervento ha ribadito che chi subisce una prevaricazione non deve mai provare vergogna, un sentimento che spetta invece unicamente a chi compie tali gesti, sia da solo che in branco. Il presidente dell’ANPI ha inoltre ampliato il campo d’analisi, evidenziando come queste forme di aggressione sistematica e di emarginazione non si limitino alle aule scolastiche, ma si manifestino tragicamente anche nel mondo del lavoro attraverso il mobbing e in ambito politico, contesti in cui la vittima viene isolata, fatta passare per instabile e persino colpevolizzata fino a far credere che sia stata lei stessa a provocare l’abuso, trasformando paradossalmente i carnefici in pseudo-vittime.

Particolarmente toccante è stata la testimonianza della stessa Stefania Ferro, che ha condiviso con la sala una riflessione profonda sui legami che l’hanno salvata: «La vita ogni tanto risponde alle mie domande con degli incontri, si sbizzarrisce e mi sorprende. Mi fa conoscere persone che colorano la tavolozza della mia vita». Il dibattito, arricchito anche dagli interventi delle docenti Pamela Lucrezia Intilla e Maria Giulia Palermo, ha così rimarcato come la famiglia, gli affetti e la scuola rappresentino presidi di ascolto essenziali per ricucire le ferite dell’anima, contrastare l’isolamento e guidare i giovani verso la rinascita.

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