Libertà, democrazia e pensiero critico. Anche quello che non viene detto

Tonino Cala
Tonino Cala 144 Views
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Ieri sera ero seduto comodamente al ristorante e apprezzavo la squisitezza di un piatto locale. Incontravo dei paesani, dei conoscenti, che mi facevano tutti lo stesso discorso: “qui va tutto bene, funziona tutto, i servizi pubblici sono perfetti, le feste sono meravigliose …. Nulla da dire, nulla da obiettare”.

Ironicamente, ho risposto: “ma se va tutto bene non bisogna parlare, deve calare il silenzio come nelle dittature, nessuno deve criticare anche se siamo in democrazia? Muti e silenziosi, questo è il paese dell’eterna felicità, il paese delle feste perenni, dove i conflitti sono scomparsi: senza problemi, senza angustie”.

E mi rispondevano: “anche la Meloni è brava, è anche carina, fa di tutto, non importa se è al potere e si è fatta i soldi. Anche quelli di prima, quelli di sinistra, hanno fatto schifo. Anche se non sono diversi … almeno, la Meloni è simpatica!”.

Quindi è tutto giustificato, va tutto bene e non bisogna parlare, non è questo un qualunquismo cinico. Questa è la vera democrazia: il silenzio democratico! Non abbiamo più nulla da dire. L’opposizione è inesistente, non parla e non agisce …. siamo tutti liberi. Liberi da cosa?”.

“Stai tranquillo, non parlare …. se non dici nulla qualcosa ti sarà dato!”.

E io: “Cosa?”.

E loro: “la pace interiore, l’eternità paradisiaca …. la riconoscenza e l’amore. Non parlare, non dire nulla, non farti volere male dal potere! Ti daranno un incarico, ti daranno un premio”.

E io: “ma io amo la democrazia, ho studiato la filosofia e il pensiero critico! Voglio essere un uomo libero!”.

E loro: “ma quale democrazia e democrazia! Siamo in Italia, siamo in Sicilia, i contributi per le feste arrivano sempre, i posti di lavoro ci sono, i finanziamenti arrivano a iosa …. tutto arriva da noi. Non lo vedi che siamo tutti felici? Hai visto le foto di noi tutti, in piazza a ballare? Eravamo tutti felici! Anche se non era vero, abbiamo recitato la felicità collettiva!”.

E io: “le strade, le fogne, l’elettricità pubblica, la sanità pubblica, i rifiuti tossici, l’inquinamento e il lavoro per i giovani?”.

E loro: “Nulla, nulla, tutto è a posto e niente è in ordine! Questo è il paese di Bengodi, dove tutto funziona bene. Stanno provvedendo anche a non farci pagare più le tasse. La Meloni ha promesso! Stai tranquillo Tonino. Ti chiami Tonino?”. Ero diventato uno “sconosciuto” per tutti, anche se certe cose le dico da decenni.

E io: “Ultimamente mi chiamano Tony, abbreviato, più corto per empatia o forse perché rompo i cabbasisi. Allora posso andare tranquillo?”.

E loro: “Certamente, sei nel paradiso terrestre, nell’eterno riposo, dove nulla accade …. Sei nella campana di vetro. Ti trovi nell’utero di chiunque, al calduccio, protetto e beato! Tutti vogliono stare sereni e hanno voglia di divertirsi!”.

E io, commosso e convinto: “Amen, salute a voi. Il cielo vi benedica!”.

A volte, ci vogliamo lamentare e ci lamentiamo senza alcun valido motivo. Qui si sta così bene da non provare il desiderio di morire o di volere andare via.

I giovani sono capricciosi e partono per il nord Italia o per le terre straniere, in cerca di avventure, di lavoro e di successo. Ma non si capisce. Qui funziona tutto, anche la sanità pubblica è svizzera. Anche se la Svizzera non è più un orologio.

E con vera gioia diciamo: “siamo tutti felici, stiamo tutti bene, la salute ci assiste, le famiglie sono unite e il lavoro va a gonfie vele. Io mi sento molto felice e lo dico. Mi ero sbagliato. Forse, stavo sognando e ho fatto un incubo e l’ho scambiato con la realtà.

Non voglio più andare in Portogallo, il paese che ospita i pensionati italiani. Qui si vive bene! Amen”.

da “Racconti apolidi” di Tonino Calà

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