San Cataldo, il Sindaco scrive all’ASP sull’indebolimento del reparto di Lungodegenza

Chiara Milazzo
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Il sindaco di San Cataldo, Gioacchino Comparato, chiede rassicurazioni urgenti per il reparto di Lungodegenza del Presidio ospedaliero di San Cataldo e comunica di aver indirizzato oggi una richiesta di chiarimenti e di interventi alla Direzione Generale e Sanitaria dell’ASP di Caltanissetta e alla Direzione Medica del Presidio Ospedaliero locale, “circa il possibile progressivo indebolimento del reparto di Lungodegenza del Presidio ospedaliero di San Cataldo e, in prospettiva, circa l’eventualità di una sua chiusura o riduzione dell’attività”.

Il reparto di Lungodegenza rappresenta, sottolinea il sindaco, un presidio essenziale per la comunità di San Cataldo, in particolare per l’assistenza a persone anziane, fragili e pazienti affetti da patologie croniche o che necessitano di percorsi assistenziali successivi alla fase acuta.

“L’intervento, scrive, nasce a seguito di diverse segnalazioni e preoccupazioni. In particolare, aggiunge, risulta che alcuni medici prossimi al collocamento in quiescenza potrebbero cessare dal servizio senza essere tempestivamente e adeguatamente sostituiti, con conseguenti ripercussioni sulla continuità assistenziale, sull’organizzazione dei turni e sulla capacità ricettiva della struttura”.

Per il primo cittadino, un ridimensionamento del servizio non solo graverebbe sulle famiglie e sui pazienti, ma sovraccaricherebbe ulteriormente gli altri presidi sanitari della zona, già impegnati a servire un bacino territoriale ampio.

Richiamando il ruolo di partecipazione dei Comuni alla programmazione sanitaria e al controllo della funzionalità e della rispondenza dei servizi alle finalità del Servizio sanitario nazionale, previsto dall’art. 13 della legge n. 833/1978, ha chiesto formalmente all’ASP: di conoscere se siano state adottate, o siano in corso di adozione, determinazioni concernenti la chiusura, la riduzione dei posti letto, la sospensione o il ridimensionamento dell’attività del reparto di Lungodegenza del Presidio ospedaliero di San Cataldo; di ricevere l’attuale dotazione organica e la consistenza effettiva del personale medico, infermieristico, socio-sanitario e amministrativo assegnato al reparto, con indicazione delle unità prossime alla cessazione dal servizio o già cessate; di conoscere quali procedure siano state avviate o intendano essere avviate per il reperimento e la sostituzione del personale mancante, specificando tempi prevedibili, profili professionali interessati e modalità di copertura dei turni nelle more del completamento delle procedure; di conoscere quali iniziative siano previste per il mantenimento della piena operatività del reparto e per il suo eventuale potenziamento, anche sotto il profilo dei posti letto, delle professionalità disponibili e delle dotazioni strumentali; di conoscere se siano state inoltrate alla Regione Siciliana richieste di autorizzazione, finanziamento o rimodulazione della dotazione organica e, in caso affermativo, quali riscontri siano pervenuti; di ricevere copia degli atti di programmazione, delle relazioni tecniche e degli eventuali provvedimenti che riguardino il futuro assetto della Lungodegenza di San Cataldo, fatta salva la disciplina in materia di protezione dei dati personali.

La lettera è stata trasmessa per conoscenza anche all’Assessore regionale della Salute e al Dipartimento regionale per la pianificazione strategica, precisando che, in mancanza di un programma credibile per il mantenimento del servizio, si riserva di promuovere ogni legittima iniziativa istituzionale e pubblica di sensibilizzazione e di tutela della comunità, compresa la richiesta di un confronto formale con l’Assessorato regionale della Salute e con gli organi competenti della Regione Siciliana.

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