Lumi accesi
Ho ascoltato tante chiacchiere perse
E senza alcun valore
Per semplice gentilezza
Ho prestato il mio orecchio.
Adesso, al vuoto non do più ascolto
Rimango silenzioso
Per rispetto delle parole sincere
Che mi fanno sentire umano.
Tonino Calà
Novello Ulisse
Anche se abitava lì (a casa sua), lavorava e pagava tutte le tasse come gli altri cittadini, era un apolide, senza una cittadinanza locale. Non era anarchico: apolide! Si sentiva residente e cittadino del mondo. Anche cittadino di un altrove. Civile e non litigioso.
Molti anni prima, per motivi personali, era andato via per fare un lungo viaggio dentro la sua anima, anche se fisicamente era rimasto lì, nel posto dove viveva. Aveva capito che per un caso fortuito aveva incontrato la politica che non faceva per lui.
Come Odisseo, novello Ulisse, aveva viaggiato per terre e per mari. Aveva esplorato luoghi sconosciuti e aveva lottato e partecipato a diverse guerre.
Esattamente, come aveva fatto Ulisse che poi era ritornato nella sua Itaca, dove era atteso da sua moglie Penelope. Aveva vinto e aveva perso. Ed era ritornato pacificato nella sua terra. Al contempo, la polis che aveva conosciuto non esisteva più: era scomparsa, come evaporata nell’aria! Si era dissolta: non ricordava affetti, volti, date, luoghi e fatti accaduti.
La vita è fatta di priorità concrete che vengono prima di tutto. La politica non era una priorità concreta e non lo era mai stata una priorità. Al vertice della scala dei suoi valori c’erano gli affetti e la salute, il patrimonio di sentimenti cari e vicini che gli avevano dato calore umano.
Ulisse era ritornato a casa perché aveva memoria del fatto che la politica e le guerre lo avevano allontanato da sua moglie e da suo figlio Telemaco. Aveva vinto le sue guerre pagando un alto prezzo di dolore e con la perdita di valorosi amici. Si era anche perso nel bosco delle illusioni perché tentato dalla seduzione di altre giovani donne o che sembravano tali come Calipso, Circe, le Sirene, Nausicaa.
In fondo, tutti gli esseri umani desiderano ritornare giovani e hanno nostalgia della gioventù. Ma Penelope non si fece tentare dai giovani principi, i Proci, e Ulisse non si piegò alla seduzione di bellissime fanciulle. L’Odissea era un grande poema epico di fedeltà e di amore, di maturità e di responsabilità umana singolare e collettiva, una meravigliosa opera corale.
Il desiderio umano non è per tutti lo stesso. Spesso ci si perde dietro a facili e risibili entusiasmi giovanili. Il nostro uomo aveva conquistato la sua amata, aveva vinto contro tutti le sue battaglie e le sue guerre. Era il candidato unico di casa sua e aveva vinto!
Non è forse libero colui che sa desiderare?
da “Racconti apolidi” di Tonino Calà

