Centro storico, ripopolamento o “aria fritta”: la sfida di Caltanissetta. Lettera di un cittadino

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riceviamo e pubblichiamo la lettera firmata di un cittadino di Caltanissetta:

Centro storico, ripopolamento o “aria fritta”: la sfida di Caltanissetta

Pur condividendo l’accorato e lucido quadro tracciato dal prof. Leandro Iannì nella sua lettera aperta alla vostra Redazione, pubblicata lo scorso 18 luglio, dal titolo “Caltanissetta: la città che vorremmo” e dal sottotitolo “Quando inizieremo ad analizzare e ad affrontare seriamente, efficacemente i veri problemi della città?”,  ritengo che nella sua accurata descrizione dei fatti manchi un termine essenziale, il vero fulcro della questione: la parola “residenti”.

Nelle infinite e spesso sterili argomentazioni in cui si cimentano sostenitori e detrattori delle alterne vicende del centro storico, non viene mai presa in considerazione la drammatica realtà del depauperamento abitativo. Se non si inverte questa tendenza, se non si riportano le famiglie a vivere nel cuore della città, ogni altra iniziativa rischia di rivelarsi effimera, pura “aria fritta”. Continuare a pensare esclusivamente ad abbellire aree, organizzare eventi spot, riprogettare spazi o inaugurare rigenerazioni urbane senza abitanti è un errore di prospettiva.

La vitalità di un luogo nasce innanzitutto dalla comunità stabile che lo popola quotidianamente; l’attrattività commerciale e culturale è solo una conseguenza fisiologica. Per fare del centro storico un luogo vivo, e non un semplice museo all’aperto o, peggio, un deserto sociale, la politica deve pianificare il ripopolamento offrendo servizi basilari che garantiscano una reale qualità della vita.

Cosa serve concretamente? In primo luogo, l’istituzione di zone di sosta e parcheggi riservati ai residenti (basterebbero le semplici strisce gialle per i residenti alternandole a quelle blu a pagamento e bianche per i non residenti); In secondo luogo, un piano di igiene urbana efficace e strutturato, che preveda anche il lavaggio periodico delle strade con autobotti (un servizio essenziale che non può restare un privilegio riservato solo ai giorni della Settimana Santa). Ancora, occorrono una cura sistematica del verde pubblico e un presidio costante del territorio da parte delle forze dell’ordine per garantire la sicurezza percepita e reale.

Dobbiamo restituire dignità e decoro agli spazi del nostro centro storico, smettendo di concepirli come scenografie per il ritrovo sporadico e occasionale delle feste comandate, della Settimana Santa o del Settembre nisseno. Devono tornare a essere luoghi di vita fissa e permanente. Senza questa inversione di rotta e senza una politica che rimetta al centro il cittadino-residente, ogni sforzo sarà vano e saremo condannati ad assistere a un degrado ancora più profondo di quello a cui, purtroppo, assistiamo impotenti oggi.

Lettera firmata

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