San Cataldo: tutto da rifare per le tariffe TARI del Piano Economico Finanziario 2026-2029 del Comune

Chiara Milazzo
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San Cataldo. È stata bocciata l’approvazione del Piano Economico Finanziario (PEF) 2026-2029 relativo al servizio integrato di igiene urbana, utile per la determinazione delle tariffe Tari. Questa la decisione del Consiglio comunale di San Cataldo che si è riunito ieri dopo la seduta ufficialmente convocata il giorno precedente, ma rinviata per mancanza del numero legale. La votazione si è conclusa con 5 voti favorevoli, 4 contrari e un astenuto. Determinanti i voti dei consiglieri di opposizione. A votare a favore i consiglieri del Movimento 5 Stelle (Cinzia Naro e Adriano Bella); Sinistra Sancataldese (Maurizio Lombardo e Romeo Bonsignore); e il consigliere Bartolo Mangione di “Tre Colombe”. Ad astenersi il consigliere Rosario Sorce di Forza Italia. Il lungo dibattito ha reso l’argomento protagonista assoluto di questa seduta, seguita da una serie di comunicati stampa in cui si manifestano le motivazioni pro e contro, già espresse in aula.

C’è un momento in cui la dialettica politica smette di essere confronto e diventa danno concreto per la comunità – ha dichiarato il sindaco Gioacchino Comparato – Il respingimento del PEF non è una semplice sconfitta amministrativa, ma un atto di ostruzionismo– che colpisce direttamente il portafoglio di ogni singolo cittadino di San Cataldo. L’amministrazione ha presentato un progetto ambizioso e concreto: consolidare l’abbattimento del carico fiscale avviato negli ultimi quattro anni, riducendo ulteriormente l’importo della tassa sui rifiuti. Si trattava di un’operazione di precisione che, a differenza del trend nazionale dove le tariffe sono in aumento, avrebbe permesso ai sancataldesi di pagare meno. I numeri parlano chiaro: per un nucleo familiare numeroso in un’abitazione di 100 mq, il risparmio reale rispetto al 2023 sarebbe stato impressionante, raggiungendo una riduzione complessiva del 23,79%, pari a circa 138,53 euro l’anno. Paradossalmente, questa opportunità di sollievo economico è stata sacrificata sull’altare dei calcoli politici”.

Comparato ha ricordato, inoltre, che non potendo applicare le nuove tariffe ridotte, la conseguenza di questa scelta sarà che i cittadini pagheranno le tasse dell’anno precedente “che sono inevitabilmente più alte. Chi ha votato contro questo taglio dovrà ora spiegare a ogni singola famiglia e imprese, a ogni singolo cittadino, come mai abbia scelto l’ostruzionismo invece del loro benessere economico, facendo loro pagare di più”.

Ad intervenire anche i gruppi consiliari di Centrosinistra Sancataldese e Movimento 5 Stelle, che, ribadendo l’opportunità persa di riduzione della tassa, ricordano che “l’attuale servizio di raccolta dei rifiuti è quello ereditato dalla precedente amministrazione, un servizio che continuiamo a ritenere caratterizzato da gravi inefficienze. Proprio per questo motivo, questa Amministrazione ha contestato al gestore numerose inadempienze, applicando sanzioni per diverse centinaia di migliaia di euro. La nostra scelta era quella di destinare queste somme ai cittadini attraverso una riduzione delle tariffe Tari. Eppure il Pef è stato bocciato. Fare opposizione è legittimo. Criticare l’operato dell’Amministrazione è parte del confronto democratico. Ma votare contro un provvedimento che avrebbe consentito di alleggerire il peso della Tari sulle famiglie significa assumersi una precisa responsabilità politica. Noi continueremo a lavorare con serietà per migliorare un servizio che riteniamo ancora insoddisfacente, per pretendere il rispetto degli obblighi contrattuali da parte del gestore e per destinare ogni risorsa possibile a favore dei cittadini”.

Diverso il parere del consigliere Giampiero Modaffari, l’ex sindaco, capogruppo in Consiglio di “Riprendiamoci la città”, che indica la bocciatura come “un atto di giustizia per i cittadini” e ribadisce i punti fondamentali alla base della decisione di votare contro la proposta: la beffa del leggero calo e le tariffe ingiuste, ma soprattutto i disservizi e le penali non applicate.”Un sindaco senza maggioranza consiliare deve trarne le conseguenze e dimettersi subito”, ha concluso Modaffari.

Entra nel merito anche il comunicato diffuso dal gruppo “Le Spighe”, che durante la seduta, con gli interventi del capogruppo Mario Lupica, affiancato da Massimo Emma e Chiara Fulco, ha chiesto numerosi chiarimenti tecnici sul documento, che definisce “un piano di facciata a tutela dei contribuenti”, elencando infine delle incongruenze: “la duplicazione dei Costi Amministrativi dell’Accertamento, della Riscossione e del Contenzioso (CARC), inserendo una somma di circa 200mila euro, spese gravano già su altri capitoli del bilancio comunale, in precedenza escluse; il paradosso dell’incentivo regionale di circa 100mila euro somma che poteva essere detratta dalla tariffa dello scorso anno per ottenere una riduzione reale e immediata e superiore; i cittadini disincentivati; sconti minimi a fronte di rincari futuri; e tagli mancati in bolletta. Inoltre, il costo del pessimo servizio non subisce contrazioni strutturali poiché il Comune continua ad applicare penalità blande”. Il gruppo consiliare ribadisce che la gestione dei servizi essenziali richiede “programmazione e rigore, non operazioni di mera propaganda elettorale”. Per Le Spighe dunque il documento “è privo di reale sostenibilità e marcatamente propagandistico, e la bocciatura della proposta fotografa in primo luogo una manifesta fragilità politica: la maggioranza non è stata in grado di garantire la presenza di tutti i suoi componenti”.

La bocciatura ha dunque reso impossibile trattare il punto successivo sull’approvazione delle tariffe Tari per l’anno 2026.

Approvati, infine, la presa d’atto dell’esito della manifestazione di interesse per l’individuazione di una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) già costituita, con approvazione dell’adesione del Comune al CER Italia Nazionale e autorizzazione al Sindaco per la sottoscrizione del relativo contratto e il punto sulla salvaguardia degli equilibri di bilancio e della variazione di assestamento generale del Bilancio di Previsione Finanziario 2026-2028.

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