Lo “Spirito dell’Antenna” si rivolge nuovamente ai nisseni

redazione
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Riceviamo e pubblichiamo:

Care nissene e cari nisseni,

rieccomi, sono lo Spirito dell’Antenna e continuo a fluttuare per la città sospinta dalla brezza ormai estiva. Provo però un certo disagio in questi giorni e non si tratta del costante e incessante brusio che mi arriva a bassa frequenza dai vostri mille pensieri che si affastellano e affollano, colmi d’ansia, la vostra mente. Per quegli intrusi molesti mi viene solo voglia di abbracciarvi e dirvi solo di stare sereni che andrà tutto bene. È piuttosto un senso di nausea e mi rendo conto che sia dovuto al cattivo odore che continuo a sentire sempre più intensamente. C’è tanfo in città. C’è puzza di stantio, quella che chi ci vive non sente neanche più perché si è assuefatto da una vita ormai, ma chi viene da fuori sente.  Credetemi, è ora di aprire le finestre, è ora di cambiare l’aria.

Tutto è stato ben detto ormai su cosa non funziona a Caltanissetta, tutto sulle cattivissime politiche, sulla mafia, sulla corruzione e della tanta incompetenza, che hanno corroso il territorio negli anni e con esso i suoi cittadini. Troppo poco, invece, si dice che essere gli ultimi d’Italia nell’indagine annuale sulla qualità della vita sembra non costituire affatto stimolo a fare meglio. È un problema non accettato o addirittura forse negato del tutto, soprattutto per coloro che sono stati investititi del ruolo e del potere di poter cambiare in meglio le cose. Insomma non frega niente a nessuno! Ma perché, miei cari amici? Cosa ci impedisce di risalire la china?

Ed ecco che all’improvviso mi arriva un segnale che devo trasmettere. Si tratta di un invito a non creare false illusioni ai comitati per la difesa del parco Dubini e ai cittadini interessati alla vicenda. Ma più mi arriva forte il segnale (non per vantarmi, ma sono sempre stata un’antenna potente) più capisco che non si tratta solo di questo, c’è molto altro, forse tutto. Tutto quello che mi occorreva per rispondere al perché non riusciamo a risalire.

Mi arriva, come regalo dal cielo, una fotografia dell’ultima in classifica insieme alle cause e alle possibili soluzioni. Anche se temo che debba trattarsi di qualcosa del tipo “a sua insaputa”.

La cattiva politica che ha caratterizzato gli ultimi decenni ci ha educato-diseducato molto bene a guardare la sua realtà. Non solo il naso si è assuefatto al tanfo, anche gli occhi alla bruttezza e le orecchie a sentire la solita retorica paternalistica. Chi dice di ben conoscere la macchina amministrativa ci presenta la solita minestra in brodo paternalistico: l’immagine desolante di una macchina amministrativa che va avanti ormai col pilota automatico, non importa quale sindaco o assessori ne siano al comando, va avanti da sola, faticando strenuamente nel tentativo stoico di barcamenarsi con la semplice, normale amministrazione, cose tipo eliminare le blatte, pulire un po’ in giro e rendere dignitose le ville comunali. Che pure nostra zia sarebbe capace!

La prudenza amministrativa, come viene definita, non prevede l’idea che la città sia le persone e che le persone siano fatte anche di spirito che va nutrito, altrimenti muore o nella migliore delle ipotesi dorme un sonno profondo, come sta accadendo in questo preciso istante nell’intero pianeta.

La credibilità della politica si misura sulla capacità di proporre soluzioni reali e sostenibili. Ma forse è arrivato il momento in cui la politica che governa smetta di proporre e metta in atto una visione di futuro e presente condivisa con i cittadini. È Caltanissetta, per l’amor del cielo!

Serve che la politica sia consapevole, che abbia un progetto, che abbia coraggio e a cui importi veramente il benessere di ogni singolo cittadino, soprattutto quello più in difficoltà e più fragile, serve che si occupi di questioni importanti come mafia e corruzione e non solo di ripulire le strade, ma di assicurarsi che in città si possa respirare aria pulita, che è vitale tanto quanto nutrirsi.

Questo è senso di responsabilità, questo è rispetto per i nisseni!

Se per aver garantiti i servizi basici dovremmo essere disposti anche a rinunciare a spese superflue, ebbene, al padre di famiglia-macchina amministrativa che ci redarguisce” bimbi, non si può e basta”, si potrebbe rispondere con tanto affetto” sai papà, già in tanti insieme a me, sarebbero stati disposti, per esempio, all’estremo sacrificio di rinunciare a quei 40-45 minuti di memorabile gioia che è stato il concerto dei Kolours, con tutto il rispetto per i Kolours, per spendere quei soldi a beneficio, per esempio, del verde pubblico, e a pensarci bene, se ci fosse stata una gestione magari più oculata di quei soldi forse avremmo potuto aspirare ad ottenere entrambe le cose: concerto e magari, col senno di poi, un contributo sostanzioso per la riapertura del parco Dubini.

E non si può dire sul serio quando si afferma che dobbiamo guardare in faccia la realtà, perché suona davvero male, suona come un invito a stare buonini dove sempre siamo stati in questo martoriato territorio siculo, stagnati nella rassegnazione disperata, proprio dove non possiamo più permetterci di stare, nell’epoca buia in cui ci è toccato di vivere in cui sarebbe importante un segnale di speranza, anche il più piccolo, dal basso dell’entroterra siciliano.

Capisco bene che questa retorica consolidata abbia sempre funzionato a rabbonire i cittadini, ma forse stavolta potrebbe iniziare a scricchiolare, fino a rendersi del tutto inefficace. Forse è solo una questione di tempo perché lo spirito, che è la parte reale di noi, prima o poi esigerà ciò che per sua stessa natura merita, ovvero il bene sopra ogni altra cosa, qui e ora, che è il tempo reale. L’adesso è dove tutto può e deve cambiare, nelle vite personali di ciascuno, colme di ansia per il passato e per il futuro e nelle vite come cittadini che devono riappropriarsi consapevolmente della propria città.

Voglio fare un ringraziamento speciale a chi ha inviato questo segnale che vi ho riconsegnato per come lo sente il mio spirito poiché ci dice bene come siamo messi e anche cosa dobbiamo fare per iniziare ad attuare un reale cambiamento: l’esatto contrario di quello che è stato fatto finora!

Per questo non si deve mollare mai, anzi si deve rilanciare sempre e quelli più consapevoli contageranno gli altri e insieme sarà più facile comprendere quanto sia vitale lottare per ogni centimetro di questa città che non funziona e per ogni filo d’erba che ci viene negato(sottratto), finché lottare non sarà più necessario.

E improvvisamente mi arriva, proveniente dal futuro, un segnale da trasmettere: anno del Signore 4026, nell’indagine annuale sulla qualità della vita nelle provincie italiane, nella dotazione di servizi, reddito, gestione delle infrastrutture, vitalità del tessuto produttivo (realizzata da Italia Oggi e Ital Communications in collaborazione con l’Università sapienza di Roma), finalmente Caltanissetta conquista il primo posto. E non potevamo mancare ai festeggiamenti io, lo spirito dell’Antenna, Rosario Assunto, intellettuali e artisti tra i più illuminati, presenti in spirito, insieme a tutti i nisseni consapevoli che hanno realizzato il sogno del risveglio delle coscienze.

Ma dobbiamo davvero aspettare altri 2000 anni?

A presto, mie care amiche e miei cari amici.

Per sempre Vostra,

Fu Antenna Rai.

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