2 maggio: ancora un rinvio per la piscina comunale di Caltanissetta. Silenzio anche sull’intitolazione

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Per sabato 2 maggio era stata annunciata l’apertura della Piscina comunale di via Rochester, dopo oltre sette anni di chiusura per lavori di ristrutturazione, una notizia che avremmo voluto celebrare oggi con la solennità che merita un evento di grande significato per ripristinare nella città capoluogo condizioni di qualità della vita adeguate agli standard.

Invece la notizia è quella di un nuovo rinvio. La RTI Caltanissetta Sportiva, che gestisce l’impianto e ha eseguito i lavori, dopo una lunga pausa e una transazione economica che ha impegnato il Comune per oltre 700.000 euro aggiuntivi alla cifra iniziale dell’appalto, ha comunicato con una nota stampa le motivazioni:

l’intervento, sebbene realizzato in continuità sostanziale con il preesistente impianto, ha determinato una trasformazione così profonda da configurare, nei fatti, una struttura integralmente nuova. L’attuale complesso è infatti il risultato di un intervento radicale di riqualificazione e trasformazione, che ha comportato non solo opere strutturali, di consolidamento e di adeguamento agli standard normativi vigenti, ma di fatto concreta un vero e proprio upgrade qualitativo, a cui si è approdati in esito anche ad un articolato e complesso percorso amministrativo e burocratico, oltre che tecnico.

A tal proposito, si evidenzia come, anche recentissimamente, l’odierna struttura, sia stata oggetto di numerosi e doverosi passaggi formali – a partire dall’accatastamento dell’intero impianto fino ad ulteriori adempimenti tecnici e certificativi (a titolo esemplificativo e non esaustivo, la realizzazione e messa a regime dell’impianto antincendio di cui la struttura era precedentemente sprovvista e che consentirà il regolare svolgimento degli eventi sportivi secondo il rispetto delle più aggiornate normative di sicurezza)“.

Prosegue la nota: “Ciò premesso, la RTI, comunica che in data 15 maggio accoglierà la Giunta e il Consiglio comunale per consentire loro di visionare una struttura completamente rinnovata in ogni sua componente e pronta ad essere messa a disposizione della Comunità nissena, dopo circa sette anni di inutilizzo.

Nei giorni immediatamente successivi a tale data, la RTI Caltanissetta Sportiva avvierà la fase logistico-amministrativa, che comprenderà, fra le altre cose, la predisposizione degli abbonamenti per gli utenti, dei corsi di nuoto, delle attività dedicate alle persone con disabilità e dei corsi di fitness acquatico che si intendono proporre all’utenza“.

Tutto rinviato al 15 maggio quindi, almeno per la “presentazione” al Consiglio comunale alla Giunta. Altre settimane passeranno per l’apertura alla frequentazione dei cittadini e alle attività sportive.

Colpisce il silenzio imbarazzato del Comune che non si è espresso con una comunicazione ufficiale, lasciando all’impresa aggiudicataria dell’appalto il compito della comunicazione sociale del rinvio.

Nessuna notizia inoltre sull’intitolazione dell’impianto, che una delibera di Giunta del 2009, Sindaco Salvatore Messana, aveva stabilito di intitolare al prof. Raimondo Collodoro, l’assessore allo Sport (poi Sindaco) che negli anni ’50 per primo propose la costruzione di una piscina a Caltanissetta, sostenendo una campagna di opinione ostile che a quei tempi aveva considerato fantascientifico e assurdo quell’obiettivo per una città come Caltanissetta, obiettivo che continuò a sostenere per tutta la sua lunga esperienza amministrativa, accompagnando la formazione di una coscienza sportiva e civile più avanzata tra i cittadini e nelle istituzioni locali.

La Giunta Tesauro impiegherà altri sette anni per rispescare la delibera e ufficializzare l’intitolazione?

I tempi della politica diventano sempre più insostenibili rispetto alla vita quotidiana dei comuni mortali, che scorre con un’altra velocità, ma scorre troppo spesso nell’apnea dell’attesa delle decisioni operative di chi dovrebbe amministrare la Città.

Attendiamo il 15 maggio con il primo “tuffo” nella rinnovata piscina del Sindaco tesauro, della sua Giunta e dell’intero Consiglio comunale

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