Un uomo di pace

Tonino Cala
Tonino Cala 56 Views
4 Min Leggere

Adesso sentiva dentro di sé ciò che era sempre stato: un uomo di pace.

Sin da bambino amava la pace e non gli piacevano i litigi. Poi, si era ritrovato a litigare spesso, non per sua intima scelta.  La sua vera natura era essere e sentirsi un uomo sereno. Diceva agli altri: “la pace sia con me e con il vostro spirito”.

Aveva scavato dentro di sé per trovare quello che era: un uomo tranquillo.

Non sempre era possibile sentirsi in armonia con gli altri. A volte, gli altri e la realtà nella quale viveva causavano in lui situazioni di conflitto e di scontro.

Si era formato a tutto, poteva andare anche a fare la guerra ma desiderava la pace e la costruzione delle relazioni. Ecco cosa era l’armonia interiore per lui: essere in pace con se stesso e con gli altri.

Da giovane, aveva praticato alcune tecniche di meditazione buddista e trascendentale. Le aveva seguite con scrupolosa attenzione.

Si immergeva dentro di sé e trovava una profonda quiete come il subacqueo che si tuffa e accede alle profondità marine, scoprendo gli abissi inesplorati.

Anche gli studi fatti di scienza psicosomatica dimostravano i sani effetti terapeutici della serenità interiore. Per sano egoismo e non per idealismo inesistente, aveva deciso d’impegnarsi per la pace personale e collettiva.

Da sempre lo attiravano le religioni e le filosofie spiritualistiche per il forte impatto emotivo e terapeutico che avevano sul suo corpo.

Aveva ripreso a meditare e ne avvertiva tutti i benefici, soprattutto grazie alla respirazione profonda del diaframma, in sintonia con tutto il corpo.

Gli piaceva il verso che aveva letto e che era stato scritto da un drammaturgo: “Nell’oscurità della notte, la mia mente respira”. Per lui non era una metafora.

Nel suo intimo praticava la respirazione in profondità e sapeva anche praticare l’autoipnosi che aveva studiato. Una tecnica che lo aveva aiutato molto nella bonifica dell’inconscio, sapendo già cosa dovesse eliminare dentro di sé perché quel qual cosa gli aveva creato un forte disagio.

Era un uomo nuovo: lo era sempre stato.

Provava il desiderio della pace perché egoisticamente coltivava i vantaggi e la convenienza della serenità, non per ragioni moralistiche o religiose. La pace lo faceva sentire psicologicamente integrato e creava armonia dentro di lui.

Non a caso scriveva da sempre poesie, anche se si occupava anche di altro, di scuola soprattutto, di politica e di filosofia. La mattina si svegliava sereno perchè aveva ritrovato l’oasi della sua pace interiore.

Pensava ai tanti sogni dove erano presenti fiumi e ruscelli d’acqua, alberi di palme africane, deserti silenziosi, bambù, cedri, cactus, acacie, montagne solitarie, mari e oceani di pace. E pensava al suo cantautore preferito Franco Battiato e al suo “Caffè de la Paix”.

Nel suo breve sogno, la pace lo attraversava senza che lui potesse provare sussulti, noie, banali distrazioni, perché nessuno poteva disturbarlo in quei momenti di rara e prodigiosa meditazione. Era tutta lì la sua felice vita, la sua gioia immensa: un oceano di serenità, sognato nel sonno profondo.

Un corpo nell’anima che possiede un corpo. Era un miracolo che si ripeteva sempre quando desiderava stare solo, di giorno e di notte. L’anima sia tranquilla in me e con il vostro spirito! Si, sin da bambino, contemplava la bellezza della natura e respirava in essa l’alito dell’universo.

Non possedeva altro: lui e il suo desiderio di quiete.

Tonino Calà

TAGGED:
Condividi Questo Articolo