In realtà, il fascismo non è solamente quello storico e ideologico che abbiamo conosciuto con Benito Mussolini. Esiste un fascismo in democrazia che è quello dei pochi che governano e che comandano sugli altri. Poi ci sono le personalità fasciste, quelli che si vogliono imporre agli altri, decidendo chi deve parlare e chi no, chi si deve candidare alle prossime elezioni comunali e chi non si doveva candidare alle elezioni comunali. Molti finti democratici sono dei fascisti camuffati che usano anche il ricatto economico per ottenere il consenso elettorale.
Ci sono i fascisti che vogliono comandare e imporre le loro scelte politiche o di altra natura sugli altri. Anche per le prossime campagne elettorali per le amministrative stanno emergendo tanti fascisti, quelli che hanno un solo punto di vista: il loro.
Sono i peggiori perché si definiscono “democratici” e ti dicono: “Tu devi votare per quello che è un santo, che è bravo e competente e che ha fatto tantissimo per il paese!”. Mi viene in mente la frase ironica di Luigi Lo Cascio, che interpretava Peppino Impastato, nel film “I cento passi”: “È vero signor sindaco?”. Il sindaco sbuffava e sudava per quella frase: è vero?
Chiamatelo anche Gesù di Nazareth! Nella vita, il conformismo in politica è una terribile malattia. E agli elettori entusiasti che non si fanno delle domande: “Ma non ha mai sbagliato nulla? Non ha fatto porcate elettorali? Ha avuto i soldi dei contribuenti e del PRNN per Panem et circenses (“pane e giochi da circo”). Allora si tratta di un politico disumano, non è umano! Ma non è che sa recitare molto bene e voi come dei fessi ci siete cascati? Gesù e Maria: viva il sindaco, il sindaco che fa i miracoli!”.
E io che non l’avevo capito perché in questo nostro paese sono tutti intelligenti e capiscono tutto! Anche le feste e i festini! Soprattutto, le feste e i festini. E gli intellettuali critici? Non esistono. Sono tutti schierati con il sindaco della bontà. Lo hanno anche vestito di Babbo Natale! Il sindaco sarà anche Babbo Natale ma non è babbo! Adesso, credo nei miracoli.
Ho parlato con il sindaco e mi ha convinto. Me ne ero innamorato. Sentivo per lui un desiderio d’amore: è così bello, bravo, buono e caritatevole. Amiamo il sindaco, votiamo per questo sindaco. Ma forse non è poi così diverso dagli altri politici. Il suo maestro è stato Silvio Berlusconi. Ha studiato bene il signor sindaco. È come gli altri!
Vedo in giro, sui social, in Tv e nella realtà, tanti drammi e tragedie umane. Drammi e tragedie create dagli esseri umani contro i loro stessi interessi. Le guerre che portano morte e distruzione, decrescita infelice e fallito sviluppo dell’economia, con i relativi problemi di vivibilità ambientale e mancata crescita della socialità umana.
I conflitti nella comunità, quelli famigliari o anche tra amici generano sofferenza e disagio nelle persone. Infatti, pur potendo rispondere per le rime, cerco sempre di evitare lo scontro relazionale che ritengo puerile e inutile.
Mi piace citare gli studi della scienza psicosomatica che hanno dimostrato l’impatto critico causato dalle cattive relazioni sul soma, sul nostro organismo. Il nostro corpo può essere suscettibile di danni e variazioni sintomatiche a causa di emozioni e sentimenti avversi che avvelenano la personalità del soggetto. Diversamente, l’umorismo diventa l’espressione verace di una personalità sana e democratica. E non ci possono essere dubbi.
Ridere e sorridere invece di arrabbiarsi o di essere tristi ed emaciati. Anche in politica, troppi drammi e qualche tragedia inutile che guasta il contesto ambientale. Per questo si provvede ad un diverso atteggiamento e comportamento che non sia di coinvolgimento personale.
Sono comparsi i “barbari” e con loro le persone civili non possono dialogare. Contro l’uomo totalitario: un uomo solo al comando! Sono sempre stato contrario ai totalitarismi di qualsiasi natura: Fascismo, Nazismo e Comunismo stalinista o simile!
Un vecchio democristiano mi diceva saggiamente: “In democrazia ci vuole la maggioranza che governa e amministra e l’opposizione che controlla e contesta. Il consenso popolare non può essere tutto per uno solo! Non sarebbe democratico. Un buon motivo per fare l’opposizione e per il buon funzionamento della democrazia! Ci vuole una voce che parla un altro idioma! La lingua della vera libertà”.
Forse, un po’ di umiltà e il senso della realtà potrebbero giovare agli avversari di tutte le campagne elettorali presenti e future. Non ce ne abbiano i contendenti. Lo diciamo per il loro bene.
Tonino Calà

